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	<title>Domenico Nardone &#187; comunicazione interattiva</title>
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		<title>Social media marketing, siamo ad un punto di svolta?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 23:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interattiva]]></category>
		<category><![CDATA[iab2008]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sono cadute le barriere all&#8217;ingresso per la comunicazione digitale. Se prima erano basse, oggi la disponibilità di strumenti del Social Web, danno l&#8217;opportunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://1.bp.blogspot.com/_0UPWtx1cJaQ/SRKrzGak_UI/AAAAAAAAB1k/nvi0XOxloY0/s400/barriere.jpg" alt="" width="162" height="400" />&#8220;Sono cadute le<span style="font-weight: bold;"> barriere all&#8217;ingresso</span> per la comunicazione digitale. Se prima erano basse, oggi la disponibilità di strumenti del Social Web, danno l&#8217;opportunità a tutti, anche a chi non ha alcuna competenza informatica, di poter creare una propria presenza online.&#8221;</p></blockquote>
<p>E&#8217; così che <a href="http://marketingusabile.blogspot.com/2008/11/iab-forum-2008-seconda-parte.html#links">Maurizio Goetz</a> commenta <a href="http://www.iabforum.it/media/MI2008/Sala_stampa/filo_diretto/ACCENTURE_-_VERNOCCHI_IAB08.pdf">la ricerca sul mercato digitale </a>presentata nell&#8217;ultimo <a href="http://www.iabforum.it/IAB_FORUM_2008/default.aspx">IAB milanese</a>.</p>
<p>Che vuol dire questo? vuol dire che, nel grafico qui di fianco, vicino a quel quadrilatero blu sono arrivate tutte o quasi le organizzazioni che hanno capito che, se vogliono veramente comunicare interagendo con il loro pubblico di riferimento, lo devono fare dove quel pubblico si relaziona, cazzeggia, scambia contatti e discute. All&#8217;inizio questa è stata convinzione di pochi e le prime aziende che hanno adottato nuovi canali di comunicazione, nella maggior parte dei casi, hanno guadagnato in reputazione con il minimo sforzo..<em>&#8220;hey si, siamo qui tra voi..non ve l&#8217;aspettavate è?!&#8221;</em> e noi <em>&#8220;Uoo grandi!..siete forti!&#8221; </em></p>
<p>Ora le cose stanno cambiando, non conta più solo <strong><em>&#8220;esserci&#8221;</em> </strong>ma è necessario <strong><em>&#8220;esserci in un certo modo&#8221;</em> </strong>perchè il pubblico è più maturo, ha preso confidenza con questi strumenti e riesce a riconoscere che intenzioni ha chi vuole comunicare con lui.</p>
<p>In parole povere, per farsi notare veramente non è più sufficiente:</p>
<ol>
<li><strong>1</strong> Creare il profilo del proprio prodotto/servizio sui vari myspace, facebook, flickr, ecc;</li>
<li><strong>2</strong> Aggiungere tra i contatti più persone possibile</li>
<li><strong>3</strong> Spammarli di messaggi privati con la speranza che qualcuno li legga</li>
</ol>
<p>Almeno questa è l&#8217;impressione che ho avuto di molte campagne di comunicazione sui media sociali.</p>
<p>Forse siamo ad un vero punto di svolta, soprattutto ora che &#8211; anche in Italia &#8211; è stata raggiunta la massa critica, ovvero un numero elevato di persone vivono la parte abitata delle Rete con un certa consapevolezza. Un&#8217;organizzazione dovrà puntare sulla qualità delle relazioni che si vogliono creare, per questo credo che sia meglio puntare ad un <a href="http://www.enzosantagata.com/blog/misurare-i-social-media-con-una-case-history-parte-2/">rapporto vero e di confronto</a> a lungo termine piuttosto che <a href="http://trentinocorrierealpi.repubblica.it/motori-dettaglio/La-Lancia-all-assalto-del-mondo-di-Facebook/1534484">uno di facciata</a> buono solo a creare un po&#8217; di pettegolezzo iniziale.</p>
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