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	<title>Domenico Nardone &#187; Apprendere con le tecnologie</title>
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		<title>Social Enterprise: le tecnologie emergenti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 18:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendere con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise2.0]]></category>
		<category><![CDATA[persone e tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la tesi sono entrato in contatto con il team di yooplus (in particolare Roberta Petta, Sandro Rafanelli e Francesco Paradiso) che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la tesi sono entrato in contatto con il team di <a href="http://www.yooplus.com/homepage.php?IDCategoria=1">yooplus</a> (in particolare Roberta Petta, Sandro Rafanelli e Francesco Paradiso) che mi sta dando un prezioso supporto e che ringrazio per la disponibilità.</p>
<p>Ho scritto una breve introduzione alla loro piattaforma di collaborazione, <a href="http://www.weplusws.com/layweplus_ita.php?IDCategoria=43">We+</a>, che sto anche usando per gestire lo stato d&#8217;avanzamento della mia ricerca&#8230;d&#8217;altronde quale modo migliore per analizzare l&#8217;efficacia/efficienza di un ambiente di lavoro se non utilizzandolo in prima persona?! <img src='http://www.domeniconardone.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>___</p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">We+ permette ai leader di gestire i propri progetti online senza<span>  </span>la necessità di installare alcun software e offre la possibilità di aggiungere sul proprio workspace tutti i membri del team di progetto, in modo da coordinare e favorire attraverso gli strumenti di collaborazione il raggiungimento di un obiettivo.</p>
<p class="MsoNormal">L’ambiente di lavoro racchiude una serie di strumenti implementati con il massimo grado di facilità d’uso in modo da non presentare difficoltà di utilizzo, la progettazione della piattaforma we+ parte infatti dalla considerazione che esiste un universo di strumenti di collaborazione pronti per l’uso ma che spesso sono molto più complicati da imparare ed usare che non portare a<span>  </span>buon fine i progetti. We+ ha come obiettivo, tra gli altri, quello di abbassare la curva d’apprendimento: in questo modo non si ha dispendio di tempo ed energie per l’apprendimento del nuovo strumento, tempo che solitamente scoraggia gli utilizzatori, che al contrario possono sin dall’immediato concentrarsi sulle proprie attività core.</p>
<p class="MsoNormal">La caratteristica di essere web based poi, permette di verificare lo stato del progetto in qualsiasi momento e contesto semplicemente utilizzando un browser connesso alla Rete, oppure con i Feed Rss associati progetto grazie ai quali vengono segnalati in tempo reale gli aggiornamenti e le modifiche. Facilità e rapidità d’uso sono quindi le due componenti principali che hanno guidato la progettazione e lo sviluppo di We+ .</p>
<p class="MsoNormal">A primo impatto l’interfaccia si presenta con un layout pulito. Nella sidebar di destra sono presenti l’elenco dei progetti e dei membri che fanno parte del team di lavoro, i profili possono essere personalizzati aggiungendo foto, contatti personali e informazioni aggiuntive con la possibilità anche di modificare la combinazione di colori dello space o la dimensione dei font.Gli strumenti e le funzionalità presenti nella piattaforma possono essere racchiusi in tre diverse macroaree a secondo della funzione che supportano. Possiamo quindi trovare:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 11.35pt"><o:p> </o:p></p>
<ol style="margin-top: 0cm" start="1" type="1">
<li class="MsoNormal"><strong>Strumenti di Management: </strong>sono le      funzioni che spettano al leader del progetto attraverso le quali coordina      e dirige il lavoro del team. Il primo passo è quello di dare la      possibilità di accedere alla piattaforma a soggetti esterni specificandone      il livello di interazione (manager, collaboratore o semplice ospite) che      potranno utilizzare i nuovi membri. Cliccando su <em>task<strong> </strong></em>si possono      assegnare compiti specifici ad un determinato individuo e segnalare le      milestone cioè le tappe fondamentali per terminare un progetto. Nella      pagina è presente la lista di queste attività e si può vedere in dettaglio      a chi sono stati assegnati i task, con quale scadenza e le eventuali note.</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt"><o:p> </o:p></p>
<ol style="margin-top: 0cm" start="2" type="1">
<li class="MsoNormal"><strong>Strumenti di Collaborazione:</strong> sono      quelli che hanno lo scopo di supportare e favorire il conseguimento      dell’obiettivo del team. Il calendario è uno degli elementi principali      della piattaforma, è possibile avere una visione settimanale o una visione      mensile delle attività in corso<em> </em>all’interno      del sistema<em> </em>e dell’avanzamento      del progetto. Cliccando su Files si ha accesso al repository dei documenti      che un membro del team può aggiungere in qualsiasi momento. La wiki      rappresenta l’area di Knowledge a disposizione del gruppo, attraverso il      lavoro collaborativo su un documento questo spazio è stato creato per far      venire alla luce nuove idee o rafforzare quelle esistenti in modo da      accelerare e arricchire il lavoro del gruppo, la knowledge base condivisa      e il raggiungimento dell’obiettivo. Ad ogni attività poi può essere      associata una etichetta che poi verrà visualizzata con il sistema della <em>tag cloud </em>nella parte alta di home      page, questo sistema permette, per chi ad esempio si aggiunge al team a      lavoro iniziato, di avere una un’idea dei temi chiave del progetto o      permette di accedere direttamente alle sezioni chiave del sistema.</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt"><o:p> </o:p></p>
<ol style="margin-top: 0cm" start="3" type="1">
<li class="MsoNormal"><strong>Strumenti di Comunicazione: </strong>We+      offre buoni strumenti di comunicazione interna considerando questa      componente di fondamentale importanza per il raggiungimento      dell’obiettivo. Il blog rappresenta l’area di discussione del team dove si      può fare il punto della situazione sul progetto, segnalare novità, far      emergere criticità o proporre nuove idee che possono essere approfondite e      discusse da tutti attraverso i commenti. Nei profili sono segnalati i      contatti di instant messanging in modo che ogni membro può essere      contattato o può contattare chiunque in maniera facile e veloce.</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 17.85pt"><strong><o:p> </o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt"><em><o:p> </o:p></em></p>
<p>Come detto in precedenza gli strumenti implementati nella piattaforma sono tutti realizzati semplificandone al massimo l’uso, questa ha rappresentato la priorità nel progettare we+ avendo come obiettivo quello di di supportare e far concentrare i membri sul raggiungimento dell’obiettivo senza complicargli la vita con applicazioni e funzioni complicate da utilizzare. Oltre alla estrema facilità d’uso altro punto di forza dello workspace è quello essere un servizio esterno che può essere utilizzato in qualunque momento senza il bisogno di installare software.</p>
<p>Il project management e la gestione dei team di lavoro sono dunque i due campi nei quali si inserisce un ambiente collaborativo come we+. Lo scopo però non è solo quello di raggiungere un obiettivo ma anche quello di stimolare la creatività e le relazioni tra i dipendenti. Strumenti come il wiki o il blog sono stati creati per diffondere e accrescere il livello di conoscenza all’interno del team e, di conseguenza, per aumentare il livello di competitività dell’organizzazione come sottolineato da Francesco Paradiso:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 17.85pt"><em>“Chi si approccia a questo tipo di strumenti capisce quale è il loro valore rivolto alla creazione e al supporto di processi informali, ci sono manager quindi che hanno scoperto che i processi informali possono portare dei benefici. Il primo di questi benefici è ovviamente un incremento dell’efficienza organizzativa complessiva, il secondo porta ad una maggiore stimolazione della creatività perché nel momento in cui si rompono questi vincoli di verticalità e gerarchia le persone che sono coinvolte nei processi aziendali, danno sfogo alla loro creatività. Ovviamente la creatività diventa sinonimo di efficienza e di conseguenza fenomeno di competitività, cosa che adesso manca alle aziende italiane. Quindi un manager che si approccia a questo tipo di piattaforme è consapevole che sono strumenti volti ad aumentare l’efficienza ma anche, e soprattutto, a stimolare la competitività e l’innovazione.”</em></p>
<p>Ancora una volta quindi viene sottolineato come i legami deboli, i processi informali e gli stimoli alla creatività rappresentano i driver fondamentali per l’innovazione, e come il superamento delle rigide e formali strutture organizzative sia il presupposto fondamentale per incentivare questo processo.</p>
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		<title>unAcademy, su Second Life si discute di cultura digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 10:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendere con le tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Peccato non poter partecipare agli eventi organizzati dalla prima accademia non convenzionale della cultura digitale(nome impegnativo!). Essì perchè la mia scheda grafica non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>   Peccato non poter partecipare agli eventi organizzati dalla <a href="http://www.bookcafe.net/blog/unacademy/">prima accademia non convenzionale della cultura digitale</a>(nome impegnativo!). Essì perchè la mia scheda grafica non regge il software di <a href="http://secondlife.com/corporate/sysreqs.php">SL</a> e anche su <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=733">MovableLife</a>, un sito che permette di interfacciarsi via browser, non riesco ad accedere pur avendo attivo un account su <a href="http://secondlife.com/">SecondLife.com</a><br />
A questo punto mi affiderò al racconto di chi riuscirà a seguire le interessanti conferenze che sono in <a href="http://30boxes.com/public/6062401/UnAcademyunAcademy/8f43bd9775481654a6541fb72f7cd542/0/">programma</a>&#8230;non abbandonate noi sventurati meneggiatori di pc o notebook preistorici!!  <img src='http://www.domeniconardone.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Parola d&#8217;ordine: Wiki</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 11:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendere con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Semantica e intelligenze connesse]]></category>

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		<description><![CDATA[Momento caldo questo per il fenomeno wiki, dopo un primo periodo di analisi e ipotesi di utilizzo si stanno concretizzando esempi di applicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Momento caldo questo per il fenomeno wiki, dopo un primo periodo di analisi e ipotesi di utilizzo si stanno concretizzando esempi di applicazione in diversi contesti.</p>
<p>Con la Notte Bianca romana è iniziato il progetto sviluppato da laboratorio <a href="http://senseable.mit.edu/">Senseable City</a> del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology">MIT</a> di Boston, <a href="http://senseable.mit.edu/wikicity/rome/#">Wikicity</a> ha un duplice obiettivo:</p>
<ul>
<li>sfruttando i dati del cellulare e quelli della tecnologia wireless, fornire una mappa dinamica che rappresenti in tempo reale i flussi della folla nelle diverse zone.</li>
<li>stimolare le persone a partecipare attivamente  scaricando e caricando dati, così da contribuire attivamente all&#8217;analisi socio urbanistica.</li>
</ul>
<p>E&#8217; di mercoledì 12 <a href="http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/PDF/2.pdf">l&#8217;articolo</a> di Giordano Stabile, sulle pagine de La Stampa il giornalista fa un&#8217;analisi sul fenomeno della <a href="http://www.wikinomics.com/book/">wikinomics</a> e sull&#8217;autore dell&#8217;omonimo libro, Don Tapscott. Nell&#8217;articolo vengono citati due progetti wiki-based: il primo, WikiCentral, portato avanti da IBM dove <em>&#8220;Gli impiegati possono dare il loro contributo sulla riforma dell&#8217;organizzazione del lavoro&#8221; </em>aggiornando così i processi e le politiche di vendita. Il secondo è un programma promosso dall&#8217;ONU, il <a href="http://www.unglobalcompact.org/">Global Compact Office</a>, che ha l&#8217;obiettivo di raggiungere il consenso su documenti sovranazionali in tema di responsabilità sociale d&#8217;impresa sfruttando una piattaforma wiki come strumento di collaborazione.<br />
Anche qui in Italia qualcosa si sta muovendo, il nascente Partito Democratico ha deciso di aprire un <a href="http://imille.wikispaces.com/">wikispace</a> per dare a tutti la possibilità di contribuire alla stesura del programma politico.<br />
Tirando le somme, le tecnologie abilitanti ci sono e danno l&#8217;impressione di poter dare il loro contributo senza problemi. Il prossimo step è quello di far avvicinare in modo costruttivo le persone a questi strumenti, le difficoltà da superare non riguardano tanto le competenze tecnologiche ma le barriere culturali che vecchie(ma anche nuove) generazioni fanno fatica a superare.</p>
<p>Ultimissima segnalazione: questo video spiega nel modo più semplice possibile cosa sono e come funzionano i wiki&#8230;</p>
<p><iframe src="http://dotsub.com/api/player.php?filmid=710&amp;filminstance=712&amp;language=en" frameborder="0" height="392" width="480"></iframe></p>
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		<title>Impara l&#8217;arte e mettila da parte</title>
		<link>http://www.domeniconardone.it/2007/06/impara-larte-e-mettila-da-parte/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jun 2007 22:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendere con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[condivisione &#8211; cooperazione &#8211; partecipazione sembrano essere questi i principi fondamentali del cambiamento dei sistemi complessi. Ne hanno parlato ampiamente Perens e Stallman [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>condivisione  &#8211; cooperazione &#8211; partecipazione</strong></p>
<p>sembrano essere questi i principi fondamentali del cambiamento dei sistemi complessi. Ne hanno parlato ampiamente Perens e Stallman durante <a href="http://www.dicorinto.it/temi/open_source/i-padri-fondatori-del-software-libero-alla-sapienza" target="_blank">l&#8217;incontro</a> alla Sapienza, vengono citati nei libri e negli articolo sul <em>&#8220;perfetto knowledge management&#8221;</em>, vengono ripresi anche da Veronica Mobilio in un suo articolo sulla dispensa che sto studiando per l&#8217;esame di<a href="http://www.comunicazione.uniroma1.it/Corso.asp?IdCorso=2549&amp;IdCattedra=2162&amp;IdLaurea=724" target="_blank"> Sistemi Organizzativi</a>. Nel suo paper Veronica analizza le potenzialità del movimento o<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source" target="_blank">pen source</a>, che può rappresentare il fondamento per un nuovo modello organizzativo e di lavoro.</p>
<blockquote><p>[..]Dare, ricevere e restituire appaiono le regole fondamentali di questo sistema che, nella letteratura, è stato definito con il termine &#8220;economia del dono&#8221;. Alla base del meccanismo che innesca lo scambio c&#8217;è un atto gratuito, un sacrificio che dà vita alla cooperazione, secondo il principio enunciato da Cordonnier: &#8220;coopero affinchè l&#8217;altro cooperi&#8221;.[..]</p></blockquote>
<p>Insomma alla base di tutto deve esistere un desiderio vero di cooperazione da parte delle persone, un meccanismo però tutt&#8217;altro che facile da far scattare. L&#8217;animo umano si sà è più abituato a vendere che a condividere, soprattutto poi in ambito lavorativo devo la competizione e forte e dove le competenze personali il più delle volte vengono gelosamente custodite.<br />
Torniamo sempre allo stesso <a href="http://www.domeniconardone.it/corporate-blog-cosa-ce-dietro-il-semplice-utilizzo-dello-strumento/" target="_blank">discorso</a>: lo switch forte da favorire è prima di tutto culturale, i cambiamenti (ad ogni livello) nascono in primis dalle <a href="http://intranetmanagement.splinder.com/tag/comunita_di_pratiche" target="_blank">persone</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Persone e tecnologie interconesse</title>
		<link>http://www.domeniconardone.it/2007/05/persone-e-tecnologie-interconesse/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2007 14:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendere con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho letto un interessante articolo di Fabrizio Chello su Mediazone; il paper analizza le tematiche della Rete citando molti studiosi cyber (in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho letto un interessante <a href="http://http://www.mediazone.info/site/it-IT/TEMI/Temi/internetazioni.html" target="_blank">articolo </a>di Fabrizio Chello su <a href="http://www.mediazone.info/site/it-IT/" target="_blank">Mediazone</a>; il paper analizza le tematiche della Rete citando molti studiosi cyber (in particolare Levy, Castells e De Kerckhove) arrivando poi ad esplorare il paradigma socio-tecnico del filosofo Patrice Flichy.</p>
<p>In alcuni passaggi Fabrizio analizza bene il ruolo dei due attori principali delle dinamiche relazionali in Rete:</p>
<ul>
<li><strong>Le persone, noi. </strong>I nostri bisogni comunicativi latenti, il nostro desiderio di trovare e condividere conoscenze</li>
<li><strong>Le tecnologie abilitanti</strong> con la loro funzione di supporto.</li>
</ul>
<p>Rispetto ai primi Fabrizio spiega bene come la natura sociale della Rete presupponga un inevitabile cambiamento del ruolo delle persone: da semplici fruitori ad attori principali coinvolti in prima persona al funzionamento di tale spazio comunicativo..</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[..]La letteratura sul tema ha sottolineato con vigore che è la stessa struttura ingegneristica a richiedere pratiche d’uso del mezzo che sottendono un necessario cambiamento: dalla fruizione alla produzione interattiva. Se, infatti, il cyberspazio è il luogo dai confini non definiti, poiché dipendenti dall’attività degli utenti che, mettendo in rete i loro computer, consentono non solo lo sviluppo e il funzionamento di tale spazio comunicativo, ma anche la crea­zione e le successive ridefinizioni dello spazio stesso; allora l’identità dell’utente perde i caratteri tradizionali, per produrre un’ibridazione tra le ‘funzioni’ del pro­duttore e del consumatore: il ‘prosumatore’ (D. de Kerckhove, 1996) è così diventata la figura idealtipica della nuova cultura digitale.[..]&#8220;</em></p></blockquote>
<p>Passando poi alle tecnologie:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;[..]Ma un tale progetto riformatore esprime le condizioni elitarie che l’hanno pen­sato: l’accesso presuppone le possibilità economiche e tecniche e le capacità d’uso del computer e dei browser; la cooperazione si basa sull’abilità di gestire software che consentono lo scambio libero di dati; la produzione – seppur facilitata rispetto agli altri mezzi di comunicazione – è possibile solo se supportata da competenze specifiche; la creatività, per la maggior parte degli utenti, è limitata ai formati proposti e standardizzati.[..]&#8220;</em></p></blockquote>
<p>Oltre le limitate o meno competenze digitali dobbiamo tenere conto dei diversi approcci alle tecnologie abilitanti, penso ad esempio al differente impatto di quest&#8217;ultime sui cosidetti <a href="http://www.kataweb.it/spec/articolo_speciale.jsp?ids=900123&amp;id=1856870">emigranti digitali</a>. Le applicazioni 2.0 hanno alzato e di parecchio la semplicità di accesso favorendo la partecipazione attiva delle persone, allo stesso tempo ci si trova difronte sempre più spesso alla nascita di tecnologie/servizi che hanno un livello di innovazione molto più maturo di quello culturale così da vedere frenato il loro sviluppo per la diffidenza-paura-abitudini delle persone.</p>
<p><em><strong>nota a margine su mediazone</strong>.</em> Spesso su questa rivista on line della mi facoltà si parla di web 2.0 e argomenti simili. Purtroppo però noto che la struttura stessa del magazine è chiusa e poco partecipata, mancano gli RSS..non si possono commentare gli articoli..non c&#8217;è un forum, un guestbook..non c&#8217;è un spazio di discussione comune insomma. E&#8217; difficile anche contattare gli autori, ad esempio nella scheda di Federico Chello non c&#8217;è nemmeno un indirizzo mail!</p>
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