-\\- domenico nardone

Tra le tante innovazioni nel settore mobile le applicazioni e i servizi di Augmented Reality sono probabilmente quelle più interessanti.  I punti aperti sono ancora molti, in primis le ancora elevate barriere di accesso a questo tipo di servizi; se lo vogliamo confrontare con esperienze più o meno consolidate i suoi punti di forza sono:

  • quello di non volere essere una “realtà virtuale”. L’immateriale – l’augmented reality – è l’aura che circonda la materia e la penetra;
  • non voler essere un mondo metaforico, come i MMORPG o Second Life, che hanno avuto successo solo su un pubblico di nicchia;
  • l’avere come device principale quello più diffuso in assoluto

Staremo a vedere. Giusto per farsi un’idea sui possibili usi dell’Augmented Reality di seguito posto qualche video presi dal blog di Cristian:

Un aiuto per gli ipovedenti…

retina_iphone_02

Un modo per scegliere meglio una casa da acquistare…

Augmented Reality demo using Google Android + Layar from MeilleursAgents.com on Vimeo.

Per guidare l’auto di notte..

Per “taggare il mondo” ….

26 Jul, 2009

Il valore del mio blog

Scritto da domenico

Quando decidi di scrivere su un blog non sai mai come andrà a finire. Alcuni lo trovano noioso e presto lo abbandonano, altri – passato il primo periodo di fomento – lo aggiornano ogni tanto, altri ancora lo seguono e lo curano come fosse un figlio.

La cosa che accomuna tutte queste persone è l’aver trovato qualcosa che, nel bene o nel male, ha dato un senso alla loro presenza sul Web.

Io mi ritengo fortunato perchè nel mio sperduto angolo che si trova all’estrema periferia della coda lunga, ho avuto l’opportunità di fornire (quasi involontariamente) uno spazio grazie al quale molte persone stanno evitando di andare incontro ad offerte di lavoro poco chiare (la storia è aperta, se ne sta discutendo apertamente nei commenti).

Se il Web2.0 riesce veramente a creare un valore aggiunto a stabilirlo non è, arbitrariamente, il commento degli apocalittici e integrati di turno ma sono le esperienze, positive e negative,  con cui le persone si imbattono nella loro presenza online.

E per voi, c’è stato un episodio che vi ha fatto pensare che il chiacchierare su un blog ha avuto/sta avendo senso o meno?

Anche io condivido e partecipo all’iniziativa promossa da Diritto dell Rete….

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.

Le disposizioni contenute nel Decreto Alfano sulle intercettazioni rientrano all’interno di questa offensiva.

Il cosiddetto obbligo di rettifica imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti – in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti – rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i citizen journalist se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell’informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”.

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. – scarica il banner.jpg

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

15 Jun, 2009

Note a margine sul terremoto abruzzese

Scritto da domenico

Il sei aprile 2009 un terremoto ha colpito la mia regione. Diversi sono i mesi trascorsi da quel giorno e solo ora provo a scrivere su quello che è successo e quello che succederà.
In questi mesi ho avuto tante conferme. I media, tradizionali e non, ormai hanno consolidato una fenomelogia nel trattare catastrofi di questo tipo riconducibile a tempi e modi di  affrontare l’emergenza (nei commenti, nel tipo di immagini e suoni scelti, negli aggettivi usati, ecc) sempre uguali  che si tratti di un alluvione in padania o un maremoto in Calabria.
Anche gli spettatori esterni della catastrofe hanno sviluppato una reazione all’emergenza più o meno stabile: una ratatouille ben assortita di compassione, solidarietà, indignazione, paura e menefreghismo sapientemente infarciti di tutti gli stereotipi che accompagnano l’Abruzzo
e gli Abruzzesi.
Non sto qui a giudicare e commentare più di tanto questi due aspetti, ne dovrei scrivere a kilometri. Un commento lo lascio citando due signori. Il primo è di Silone che a metà ‘900, dopo uno dei tanti terromoti che hanno colpito la mia Terra, scriveva:

“Nel 1915 un violento terremoto aveva distrutto buona parte del nostro circondario e in trenta secondi ucciso circa trentamila persone. Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C’era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero più spesso. Nel terremoto morivano infatti ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi.

Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l’uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie.

Non è dunque da stupire se quello che avvenne dopo il terremoto, e cioè la ricostruzione edilizia per opera dello Stato, a causa del modo come fu effettuata, dei numerosi brogli frodi furti camorre truffe malversazioni d’ogni specie cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale l’origine della convinzione popolare che, se l’umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopo-terremoto o in un dopo-guerra.”

E l’altro, più recente,  del giornalista Paolo Rumiz che tra gli appunti di un suo viaggi lungo l’Appenino scrive questo in una delle sue tappe abruzzesi:

“[..]Andrea è stupefatto da questo mondo minore, non ha mai avuto così chiara l’immagine di un’Italia arcipelago di meraviglie ignorate. Seduti al bar, in piazza, con davanti un chinotto fresco, ci chiediamo che ne sappiamo, noi del Nord, di questi mondi. La risposta è: niente. E’ più facile che un lombardo conosca l’Indonesia che l’Abruzzo. Nei giornali e in tv le Marche, l’Abruzzo, il Molise e la Basilicata non fanno notizia. Le terre di mezzo non esistono, emergono solo con i delitti (e con le catastrofi aggiungo io). L’Italia è meno unita, meno patria di trent’anni fa.[..]“

E ne aggiugo un altro, questo però di diverso tipo: tra le tante “iniziative di solidarietà” ce n’è una che sfugge da questa etichetta. E’ stata concepita “dal basso” da un gruppo di amici, non abruzzesi, che amano veramente la mia Regione e che hanno cercato di dare il loro aiuto nel modo più sincero, vero e spontaneo possibile.

La festa contro tutte le paure from casalini maurizio on Vimeo.

12 May, 2009

In bocca al lupo a me [pt.2]

Scritto da domenico

Fedele al motto del mio blog,  no change is permanent,  torno qui a rimettermi in gioco ed iniziare una nuova esperienza. Questa volta la faccenda si complica piacevolmente perchè dopo otto anni “romani” cambio città e perchè nella nuova realtà la voglia di fare ed imparare da tirare fuori dovrà essere massima.

Sono contento di aver aiutato Stefano a realizzare la nuova piattaforma (online da poche ore)  della prima community  italiana di passaparola e ringrazio lui e Lara per il tempo che abbiamo passato insieme.  In questi mesi sono con piacere tornato in contatto con gli amici di yooplus visto che, per coordinare i progetti su ZZUB, abbiamo usato la loro piattaforma di Enterprise2.0 . Luca mi fatto fatto qualche domanda sulla nostra esperienza con we+,  le risposte le potete leggere qui.

Ahh…i primi inboccalupo non valgono più quindi me li dovete fare anche qui! :P


  • Luca: Stessa identica storia di tutti gli utenti che hanno commentato, vi parlo invece della mia esperienza: oggi (06 marzo 2010), una mia amica mi chiama a
  • Metriche e social media strategies: [...] il 37% delle visite e conferma quindi il suo primato di principale hub della rete (basta guardare i suoi numeri..). D’altro canto è vero
  • marco: italpride, avro ricevuto una miriade di loro telefonati rispondendo io ad annunci che nulla hanno a che vedere con la vendita ed addirittura in alcun

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