-\\- domenico nardone

21 Oct, 2008

Facebook non è l’ufficio anagrafe!

Passato il tormentone Second Life (già finito l’entusiasmo?) i media mainstream  – e non solo – stanno facendo a gara a chi scrive più articoli sulla moda del momento: Facebook. Questa volta, però, l’interesse è più grande visto che ad utilizzare questo aggeggio non è esclusivamente quella ristretta nicchia di nerdearly adopter, geek, fancazzisti (scegliete voi il nome che più vi piace) che sta sempre lì pronta a smanettare sull’ultimo servizio2.0 nata, ma è anche il “vicino” che non ti aspetti: l’amico che a mala pena usava internet per la posta o per vedersi due porno, lo zio che fino ad un anno fà non era in grado nemmeno di accendere il pc., ecc…non siamo arrivati alla Casalinga di Voghera ma quasi.

Tanto clamore ha suscitato la questione privacy-facebook tanto che molti hanno puntato il dito su questa questione e anche lo stesso Garante è intervenuto proponendo una soluzione diciamo…bizzarra :\

My tw cent: facebook è – è anche -un ambiente dove si socializzano una serie di informazioni personali che possono fuggire al nostro controllo . E’ vero. Ma è vero anche che siamo noi a dare l’assenso per rendere pubbliche queste informazioni e sempre noi possiamo decidere in qualsiasi momento di rafforzare la nostra privacy escludendole dal libero accesso.

Come?

  • E’ diffusa la convinzione che per iscriversi bisogna lasciare molti dati personali come se fosse un’autocertificazione da presentare in municipio: NON è vero, sono sufficienti nome, cognome e un indirizzo mail
  • Anche se inserisco informazioni più dettagliate su di me, posso decidere a chi farle vedere e a chi non farle vedere: i livelli di privacy possono essere gestiti a più livelli, per ogni azione esericitata (scrivere sul wall, aggiornare lo status, inserire foto/video,  aggiungere amici/gruppi, ecc..) si può decidere se farla visulizzare 1. solo ai miei amici 2. ai miei amici e agli amici degli amici 3. solo a qualcuno dei miei amici 4.solo a me 5.solo ai network a cui appartengo o solo a qualcuno di questi.
  • Anche per ogni singola applicazione e per tutte le altre cazzatelle si può determinare il livello di privacy che più si ritiene opportuno.

Il problema così non è tanto la mancanza di privacy in questi ambienti (sulla quale comunque resta l’obbligo di vigilare) ma è la “facile” e sensazionalista comunicazione che se ne fà. Più che invocare un “giro di vite” bisognerebbe far comprendere a tutti come sia più facile tutelare i dati personali suggerendogli di farsi un giro sui loro account/privacy settings del profilo su facebook.

P.S. sarebbe buona cosa anche far vedere questi video..  ;)



1 Response to "Facebook non è l’ufficio anagrafe!"

1 | Jose

October 23rd, 2008 at 13:10

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E’ vero che Facebook non è l’ufficio anagrafe ma, come abbiamo avuto modo di leggere e di sperimentare sulla nostra pelle, più informazioni dai (e di ogni genere) più sei presente nel circuito.
Ecco che diventa un circolo vizioso dove non si può fare a meno di raccontare di tutto su se stessi.
Bella malattia!

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  • mary: ragazzi questi della italpride mi stanno tormentando...nel giro di 1 settimana mi hanno chiamata ben 4 volte: 3 x convincermi a vedere il prodotto 1 p
  • pictures of lymes: Lyme disease is a condition that is created by a specific bacterium that is referred to as Borrelia Burgdorferi.
  • Daniele: P.s.scutate per il doppio post ma chiedo umilmente ''perdono'' per aver scritto aiuto con la ''gli''.... Che figuraccia ahahahahahah ^^''''''''''''''

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