01 Jul, 2008
Cronaca semiseria di una giornata da telelavoratore
Se in ufficio l’aria condizionata và KO in pieno clima africano scatta il panico, a quel punto – tu, boss – o decidi di continuare a far venire tutti a lavoro normalmente rischiando omicidi e suidici tra i tuoi dipendenti, o dai la possibilità di lavorare la casa dove si può trovare conforto con l’aria condizionata, un ventilatore, o mettendosi in mutande
Insomma, questa è la situazione in cui mi trovo fin quando l’aria condizionata in ufficio non torna a vivere. Per qualche giorno sarò un telelavoratore; oggi voglio condividere aspetti positivi e negativi di questa esperienza con una cronaca semiseria in continuo aggiornamento. Spero di coinvolgere, nei commenti, qualche mio collega o chiunque altro sta provando o ha provato questo modo di lavorare.
La prendo come un gioco, ma anche come una prova sul campo per capire – almeno in parte – se queste tecnologie abilitanti sono davvero abilitanti e di supporto alla routine lavorativa quotidiana.
Iniziamo…
[9.15]
PC e strumenti vari avviati. Per ora tutto ok: io ho guadagnato 20 minuti in più di sonno, il cielo si è risparmiato gli abbondanti grammi di CO2 che il mio scooter rilascia ogni giorni e agli incroci c’è un rompiballe in meno che fà traffico.
[10.05]
La maggior parte delle comunicazione sono via IM, quindi diventa ancora più importante la capacità di saper scrivere e farsi capire al volo. Non è sempre facile: gli equivoci sono frequenti e spesso si perde tempo.
[10.57]
Per dire…la possibilità di usare il bagno di casa e non quello dell’ufficio è un vantaggio mica da poco
[11.04]
non si riesce a capire un problema sul CMS, collaborare per risolverlo solo attraverso la chat non è facile…in questo caso l’impossibilità di lavorare gomito a gomito si fà sentire..
[11.30]
mmm..si comincia a sentire il profumo del sugo che sta preparando la vicina…e questa è una fonte di distrazione non indifferente…
[11.53]
non avere nessuno attorno può essere un vantaggio. Spesso, però, sale anche una sensazione di distaccamento, a volte basta il rumore di fondo dell’ufficio o un’occhiata veloce sui colleghi per avere il polso della situazione o per sentirsi parte di qualcosa. Qui sono solo con il pc e il vociare del vicinato.
[12.40]
metto anche una foto della mia postazione di lavoro casalinga..io non ci sono ma in primo piano c’è il mio amico inseparabile ventilatore:

Sò che qualche amico e collega sta seguendo la cronaca…voi che ne pensate di questo modo di lavorare?..scrivetemi le vostre impressioni..
[13.08]
Fossi in ufficio, ci sarebbe Antonella con il suo “Ragazzi, scendiamo a pranzo?!” a ricordarci che è tempo di cibarsi ![]()
Non che la pasta fredda untissima della tavola calda mi manchi, però c’è da dire che gli uffici alimentano un indotto non indifferente, se da un giorno all’altro tutti si mettessero a lavorare solo da casa fallirebbero molte attività di ristorazione
[14.20]
Bahh pranzare in compagnia è tutta un’altra cosa e poi la pausa pranzo e la macchinetta del caffè sono i più potenti strumenti di knowledge management. C’è da dire, però, che i 10 minuti di abbiocco davanti la tv stesi sul divano non hanno prezzo…
[15.19]
causa problemi di proxy domani mattina un salto in ufficio lo devo fare…ci sarà qualcuno?
Questo degli isp potrebbe essere un problema per lavorare da casa, tipo fastweb con la sua NAT dà problemi alle connessioni in entrata ed uscita…non sono molto ferrato in materia e forse sto dicendo cavolate, qualcuno ne sà di più?
[16.18]
la sensazione di estraniamento cresce tanto quanto i gradi nella mia stanza…il pomeriggio me lo becco tutto il sole
[16.28]
ci vorrebbe un rete twitter tra colleghi; capire chi sta facendo cosa aiuterebbe a lavorare meglio e a diminuire la sensazione di “solitudine”
[17.43]
siamo a fine giornata, tra un po’ le conclusioni finali
Che dire, tutto sommato la giornata è trascorsa piuttosto bene. A livello lavorativo qualcosa è mancato, la lontananza delle persone si è fatta sentire anche solo a livello di presenza; come in molte altre situazioni anche in questo caso la verità stà nel mezzo: bisognerebbe conciliare lavoro in presenza e telelavoro. Certamente non si può fare un discorso troppo generale, ogni professionalità e ogni contesto lavorativo hanno le proprie esigenze e in base a queste si può valutare se il telelavoro sia la soluzione migliore.
Voi che ne pensate?