-\\- domenico nardone

04 Jun, 2007

Corporate Blog, cosa c’è dietro il semplice utilizzo dello strumento?

Di corporate blog se ne parla parecchio in questo periodo.
Elisa e Alessandro del BlogLab hanno seguito con attenzione l’avvicendamento al vertice della Ducati e tutte le conseguenti preoccupazioni sulla sorte di Desmoblog, fortunatamente il nuovo AD Gabriele Del Torchio ha dichiarato di avere tutte le intenzioni di gestire in prima persona il blog visto anche il notevole successo che ha avuto fin dalla sua nascita.
Insomma anche le aziende italiane, come sottolieneato anche da Alessio Jacona durante l’ultimo incontro del nostro laboratorio, stanno considerando il blog un reale ed efficace canale di comunicazione al pari della TV o della carta stampata ad esempio.

Tutto oro quello che luccica? Vediamo di fare qualche considerazione..

I nuovi strumenti del web sociale (blog, wiki ecc..) rappresentano una grande opportunità per le strategie comunicative (interne ed esterne) delle organizzazioni. Allo stesso modo proprio il loro essere semplici strumenti li rende inefficaci se chi li usa non ha assimilato a pieno la cultura che c’è dietro: partecipazione, condivisione, economia del dono ecc. sono tutti principi che rappresentano il presupposto necessario per l’utilizzo di questi nuovi strumenti di interazione.

Per quanto riguarda le aziende, creare un migliore rapporto con i clienti significa prima di tutto considerarli non più un target monolitico e anonimo ma persone che devono essere ascoltate e con le quali si può interagire in modo nuovo.
Partendo da questi presupposti si può iniziare ad usare un corporate blog.

10 Responses to "Corporate Blog, cosa c’è dietro il semplice utilizzo dello strumento?"

1 | Elisa

June 4th, 2007 at 23:45

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Ciao Domenico, sono pienamente d’accordo con te.
Il Corporate Blog non deve essere un’ulteriore vetrina di cui l’azienda si serve per parlare di se. La potenzialità di questo strumento è proprio nella possibilità del cliente di poter dialogare e interagire, cosa che i tradizionali mezzi di comunicazione non permettono.
Elisa

2 | Alessio jacona

June 5th, 2007 at 00:11

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Ciao Domenico, concordo anch’io in pieno con quello che dici. Approfitto per condividere con te e i tuoi lettori quello che shel israel mi ha detto chiacchierando a quattr’occhi quando è venuto a Roma:

* 1)L’essenza del blogging è la conversazione. La connessione tra persone che comunicano tra loro secondo schemi sociali vecchi come il mondo ma oggi coadiuvati da strumenti potentissimi come la rete e i social media.
* 2)Il linguaggio delle pubbliche relazioni e del marketing tradizionali è un idioma morto: le persone semplicemente non lo parlano più. Il marketing ha perso efficacia ed è per questo che i social media lo andranno via via sostituendo.
* 3)Le aziende non hanno altra scelta che entrare nella blogosfera, perchè è là che la gente sta andando. Un domani non troppo lontano (forse da qui a tre anni, azzarda Shel) avere un blog sarà per ogni azienda la stesa cosa che avere oggi un telefono, un web site o un indirizzo e-mail: “obviuos”.
* 4) Italia e corporate blogging, eppur si muove. La situazione nel nostro paese è meno peggiore di quel che sembra. Certo non siamo i primi in Europa ma, almeno secondo chi ci osserva dall’America, qui da noi le cose si stanno evolvendo sempre più in fretta e presto vedremo la fine del tunnel.
* 5)Il blog e il ROI: l’ansia di calcolare e quantificare il “Return of Investment” ha condotto a scelte disastrose nella storia del markenting. Chi si affida completamente ad esso dimentica che lo strumento non consente di quantificare i reali (ed enormi) vantaggi derivanti dal fare blogging e parlare direttamente ai clienti. Ne risulta un ritardo da parte delle aziende nell’adozione di uno strumento che invece consente di avvicinarsi al cliente, fare appello alla sua “saggezza” e da essa trarre spunto e ispirazione.
* 6) Chi ha paura delle critiche? Tutti si direbbe. Le aziende italiane temono che la viva voce dei clienti possa facilmente trasformarsi in possente coro di proteste. Se anche fosse, dov’è il problema? Tutto questo accade già quando i consumatori parlano tra loro con milioni di voci della blogosfera. Se consentiste loro di farlo anche sul vostro blog, avreste la possibilità di replicare e, presto, la vostra onestà ed apertura finirebbero col pagare. Potreste inoltre raccogliere una lunga serie di utili indicazioni grazie a le quali migliorare i vostri prodotti e servizi, come già sta accadendo per Dell Computer.

3 | Alessandro

June 5th, 2007 at 19:33

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Ciao Domenico,
interessante il tuo richiamo all’economia del dono, probabilmente Pierluca Santoroquando ha pensato di aggiungere alla lista della cosiddetta social media optimization il punto numero 18 (donate!) pensava proprio a quello!

Per quanto riguarda la diffusione in Italia sono fiducioso anch’io, però non vanno dimenticati i progetti iniziati bene e poi lasciati morire, specialmente nelle piccole e medie imprese. penso al blog di Puiatti per esempio..

4 | admin

June 6th, 2007 at 00:12

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@Elena
speriamo che si riesca a sfruttare al meglio questo strumento!

@Alessio
una miniera di spunti di riflessione le tue parole. Al punto 6 aggiungo: ormai sta venendo meno quella asimmetria informativa che ha caratterizzato per tanti anni il rapporto azienda-consumatore, quindi o le aziende si adattano a questa nuova situazione o saranno bersaglio di pesanti critiche.

@Alessandro
non conoscevo la lista segnalata da Santoro, grazie per la dritta!
Più che i progetti lasciati morire dobbiamo stare attenti ai veri e proprio fake blog, quello di Bounduelle o quello per il lancio di mp3 della piaggio ad esempio

5 | Pier Luca Santoro

June 7th, 2007 at 18:11

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Volendo trovare una sintesi del cambiamento di approccio che in termini di comunicazione coinvolge, anche, gli external corporate blog direi che il passaggio concettuale è dalla customer satisfaction alla human satisfaction.
Saluti.
Pier Luca Santoro

6 | Impara l’arte e mettila da parte : semantico

June 11th, 2007 at 00:40

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[...] Corporate Blog, cosa c’è dietro il semplice utilizzo dello strumento? [...]

7 | Enzo Santagata

June 11th, 2007 at 18:59

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Se la volontà non viene dall’azienda, se la cultura aziendale è tremendamente legata alla moda del momento, il blog è certamente controproducente. Ahimè finora i corporate blog sono serviti a fare soldoni per chi li vende, non già per chi li apre.
L’apertura del blog aziendale deve essere il culmine del cambio della cultura aziendale, non il punto di partenza.
Ad esempio, se sei la Nike non serve a nulla aprire il blog fingendo di essere duepuntozzero, se poi sfrutti il lavoro minorile. Se vuoi conversare con il tuo pubblico devi essere onesto. Sennò fai gli spot, che tanto funzionano lo stesso.

8 | admin

June 13th, 2007 at 12:25

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@Enzo
l’Enzo critico che mi aspettavo :)
Ripeto, il corporate blog non è la soluzione a tutti i problemi..anzi potrebbe amplificarli. E’ anche vero che un blog può essere il punto di partenza, uno stimolo per avviare un cambiamento.
Questo discorso vale anche per le società di consulenza, devono fare business e hanno deciso di cavalcare l’onda…se il loro modo di agire è etico non vedo nulla di male in quello che fanno.

9 | ovviamentelucio

June 13th, 2007 at 16:59

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Blog è l’espressione di sé stessi. Nasce dall’idea di “tracciare” la rete proprio come avviene per un diario cartaceo. Informazioni, notizie personali, pensieri e tanto altro ormai abitano lo schermo del nostro computer. Attraverso i Blog.
Oggi esistono tantissimi modi per crearne uno.
Avendo annunciato uno scacco all’html e agli altri linguaggi di programmazione, il nuovo strumento permette a chiunque di essere presente in rete. E come molti strumenti che nascono dalla e nella rete, il blog è cresciuto rapidamente. Un bimbo prodigio, versatile, che riesce a manifestarsi in differenti forme; tutte atte a garantire la possibilità di esprimersi secondo le proprie inclinazioni: moblog, watchblog, blog novel, audio blog e video blog o vlog.
se volete continuiamo a parlarne su:http://www.showfarm.com/showfarmblog/
ciaoooooooooooo!

10 | Claudio Iacovelli

September 30th, 2007 at 18:44

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Post e commenti di valore, spero che l’argomento non sia figlio dei trend (talvolta momentanei), ma possa essere ripreso e soprattutto sviluppato.

Nel blog marketing-intelligence ho espresso talvolta un certo scetticismo verso l’ondata di entusiasmo per il cosiddetto web 2.0: ritengo che l’innovazione nelle corporate sia una necessità da risolvere con una progettazione di medio-lungo periodo, e non attraverso l’implementazione di strumenti di comunicazione/interazione.

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  • mary: ragazzi questi della italpride mi stanno tormentando...nel giro di 1 settimana mi hanno chiamata ben 4 volte: 3 x convincermi a vedere il prodotto 1 p
  • pictures of lymes: Lyme disease is a condition that is created by a specific bacterium that is referred to as Borrelia Burgdorferi.
  • Daniele: P.s.scutate per il doppio post ma chiedo umilmente ''perdono'' per aver scritto aiuto con la ''gli''.... Che figuraccia ahahahahahah ^^''''''''''''''

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