Il peggio giornalismo deve imparare a fare le scuse
Succede che su Panorama esce un articolo su “la peggio gioventù” di internet dove vengono citati e commentati soprattutto video di youtube dai contenuti più o meno forti. Giovanni Boccia Artieri, sociologo dell’università di Urbino, critica l’articolo perchè decontestualizza molti dei video:
“..il risultato, come potrete leggere, esalta lo “strano ma vero” della Rete, gli usi beceri, quelli “malati”. Non che non esistano, ma raccontati così tendono a tipizzare una realtà che ha sfumature ben differenti. Il caso diventa rappresentativo di un comportamento generazionale, lascia ad intendere di essere quantitativamente rilevante, svuota dal contesto alcuni esempi.”
e inoltre non c’era traccia della chiacchierata che il giornalista gli aveva chiesto poco tempo prima proprio per meglio impostare l’inchiesta sul rapporto giovani-Rete. Subito dopo Giovanni fà un passo indietro perchè, dopo un’attenta lettura, ha trovato gli approfondimenti del reportage in alcuni articoli correlati e ha chiesto scusa per il frettoloso giudizio sulla struttura dell’inchiesta, conservando comunque tutti i suoi dubbi sul contenuto della stessa.
Ora tutti si aspettano le scuse dei giornalisti. Non per l’inchiesta che, pur essendo abbondantemente criticabile, presenta un punto di vista legittimo ma per aver travisato il significato della maggior parte dei video presi come esempio, presentandoli in una veste completamente diversa da quella che avevano dato gli autori . Le proteste non mancano, su flickr Giuseppe si lamenta perchè una sua installazione di foto sugli orientamenti sessuali è stata presentata nell’articolo così:“Giuseppe A. indossa solo slip bianchi e scarpe rosse coi tacchi a spillo e si scrive addosso col rossetto frasi enigmatiche, come “3° sex” od “orientamento sessuale”, dandogli così un significato completamento diverso rispetto all’intezioni dell’autore. Altre proteste si leggono nei commenti all’articolo su Panorama.it, Margherita ad esempio viene presentata come voyeurista incallita perchè ha fatto un semplice e divertente video sui suoi “focosi” vicini.
La forbice tra la Rete e i media mainstream è bella larga, questi episodi non fanno che aumentare la distanza tra due realtà che dovrebbero andare avanti insieme ma che in realtà fanno fatica a confrontarsi.
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