Quando i tag si aggiungono con scotch e colla. Il progetto Semapedia

012th Oct 2007Uncategorized

Mi hanno sempre incuriosito i progetti che legano le applicazioni e le tecnologie emergenti allo spazio fisico e alle dinamiche offline. Già ho scritto di SdC++ portato avanti dalla mia facoltà, ieri sono venuto alla conoscenza di Semapedia, un progetto che, come sei legge sul sito, ha “l’obiettivo di collegare il mondo virtuale con quello fisico, linkando uno specifico spazio fisico con le informazioni disponibili su Wikipedia”.

Il meccanismo è semplice, la prima cosa da fare è andare su Wikipedia(ma anche su Wikibooks, Wisource, Wikinews e altri) copiare il link che si vuole collegare al mondo fisico e inserirlo in un box su Semapedia. Il servizio poi crea un pdf che si può scaricare e stampare, così si hanno fra le mani delle vere e proprie tag cartacee. Il secondo passo è quello di andare ad attaccare(nel vero senso della parola:)) i tag sugli edifici, luoghi, libri, persone(!) che abbiamo scelto.

Creati e posizionati i tag vediamo ora come possiamo leggerli e codificarli. Per prima cosa dobbiamo scaricare, sempre da Semapedia, un programmino da caricare sul cellulare; con questa applicazione il gioco è fatto, basta scattare una foto con il telefono centrando bene il tag così da far apparire la pagina corrispondente di Wikipedia in un formato leggibile dai sistemi mobili.

Il sistema è interessante anche se presenta alcune limitazioni, soprattutto da un punto di vista tecnologico. Condizioni necesserie infatti sono il possesso di un telefono dotato di fotocamera e che abbia la possibilità di accedere alla Rete(via umts o wi.fi) per recuperare la pagina con le informazioni.

Una volta superati questi problemi le applicazioni potrebbero essere le più svariate, da quelle più ludiche (mi viene in mente, ad esempio, una possibile caccia al tesoro utilizzando come punti di riferimento i tag), a quelle più socialmente utili, penso ad una grande città dove le istituzioni potrebbero sfruttare questo progetto per rimediare ai vuoti informativi o ampliarne l’offerta esistente su edifici, luoghi, manifestazioni ecc.

Update: cercando ulteriori risorse ho scoperto thinkmobi, società italiana che sviluppa applicazioni sfruttando i codici a barre bidimensionali.

No Comments Comments Feed

Add a Comment