“Pimp my Google”
Chi di voi durante una ricerca su un qualsiasi motore di ricerca si è perso nelle pagine dei risultati, senza riuscire a trovare quello che veramente cercava??
E’ un problema comune a tutti, è un problema del Web congestionato da miliardi di informazioni.
Che si può fare per migliorare la reperibilità dei contenuti?
.Possiamo imparare a raffinare meglio le nostre ricerche su Google utilizzando gli operatori Booleani, come spiega Enore sul forum del BlogLab.
.Possiamo affidarci agli sviluppi del Web Semantico, che però sta trovando non poche difficoltà tecniche e di implementazione. Il problema è complesso, ultimamente grazie al diffuso uso delle tags da parte degli utenti stanno nascendo “web semantici ad hoc”, incollo uno stralcio dell’ottimo articolo di Gaia Bottà su Punto Informatico che vi consiglio di leggere..
Le soluzioni che funzionano, che stanno prendendo piede, sono quelle che permettono alle persone di dotare i documenti di un reale valore aggiunto, sono quelle che consentono loro di proiettarsi senza mediazioni dentro ai contenuti, con i loro modelli mentali e con i loro obiettivi. La potenza e la flessibilità dei tag è rappresentata dalla semplicità e dalla libertà che ne guida l’apposizione: non essendo organizzati in ontologie, né strutturati in base a schemi rigidi, consentono all’utente di piegarli alle proprie esigenze, di rispecchiarsi nelle proprie personalissime etichettature. Consentono di raggiungere lo scopo di ritrovare i propri contenuti, di ricordarne il contesto, e di socializzare queste informazioni, facilitandone il reperimento da parte di altri utenti.
Di strumenti per fare ricerche mirate ce ne sono, uno lo mette a disposizione proprio papà (padrone) Google. Con Google Co-op possiamo facilmente creare un motore che andrà a cercare solo nella lista di siti che abbiamo precedentemente inserito, io ad esempio ho inserito i link di tutti i blog del laboratorio, quindi se dovete fare ricerche all’interno del BlogLab provate a cercare qui…
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